Climbing Tribe

Attrezzatura, libri ed escursioni per chi ama arrampicare

Fai da te un TRX Allenamento in sospensione

marzo10

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Per allenarsi a casa o in vacanza può essere utile portarsi un kit per TRX potete acquistare il prodotto originale dalla casa costruttrice http://www.trxtraining.it oppure  se avete:

  • praticità con il fai da te
  • Voglia
  • Tempo
  • Pochi soldi

Potete costruire questo attrezzo  da soli spendendo una decina di euro

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Friend Set Wild Country

gennaio11

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Qualcuno sostiene che i friends rovinino lo spirito dell’ arrampicata, noi siamo dell’opinione che un attrezzo che con rapidità ci consente di assicurarci non può che essere benvenuto.  I friends sono stati una invenzione di Ray Jardine, un ingegnere americano specializzato nel campo dell’ aeronautica. E la loro comparsa proprio per gli indubbi benefici ha rivoluzionato l’arrampicata.

A differenza dei blocchetti che devono essere posti con precisione,. un friend può essere collocato con grande rapidità anche su fessure parallele o aperte: questo il motivo del grande successo.

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Oggi esistono varie case produttrici, ma il primo friend a camme è stato prodotto proprio dalla mitica Wild Country. Questa casa inglese fondata nel 1977,  produce attrezzatura per l’alpinismo ad altissima qualità da sempre. Nel corso degli anni i friend della Wild Country sono stati usati dai più grandi alpinisti, uomini del calibro di Stefan Glowacz.

Ci sentiamo in imbarazzo nel dare un giudizio su un articolo di una casa illustre come questa. La Wild country non solo ha  prodotto il primo friend, ma nel corso degli anni ha continuato a migliorarne la qualità. Le premesse parlano da sole.

Abbiamo comunque testato questi stupendi friends sulla falesia “placche di Giacottino” nei pressi di Paesana in provincia di Cuneo.  Le placche sono di  roccia di un buon granito, il cielo era coperto e con una discreta umidità.

Abbiamo provato la tenuta su varie fessure, in particolare sotto un tetto, dove le condizioni erano ideali proprio per questi friend con il manico flessibile. Poi lo abbiamo testato su una fessura a “V” aperta verso l’esterno , sicuramente non il massimo. Per sicurezza, sotto di questo, eravamo assicurati da un fittone resinato. Ci siamo caduti più e più volte sopra, ma il friend della wild Country non ci ha mai traditi.

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Esaminando il friend dopo le varie cadute, abbiamo notato solo una ammaccatura sulla zigrinatura. Le scanalature zigrinate offrono un maggiore grip sui piccoli cristalli di roccia, ma non sono cosi’ importanti per la tenuta. La tenuta del friend è invece garantita dal profilo della camma.  Se guardiamo  l’angolo che si  forma l’asta al punto in cui la  camma tocca la parete rocciosa e l’orizzonte, notiamo che questo rimane sempre uguale anche se modifichiamo la rotazione della camma. Grazie quindi al suo particolare disegno dobbiamo la sua tenuta; se l’angolo non fosse regolare, il friend avrebbe diversi  gradi di sicurezza a seconda dell’apertura.

In caso di caduta le camme generano una forza verso l’esterno pari alla sollecitazione del carico verso il basso. Distribuendo questa forza, aumenta la probabilità che si stacchi l’intera lastra o blocco, anche se in un primo momento questo è sembrato sicuro. Nel granito granuloso le camme possono addirittura polverizzare i grani di roccia e venir via.

I wild country hanno 4 camme che ruotano su un singolo asse. Rispetto le tre camme questo modello ha il vantaggio di una maggiore tenuta in quanto distribuiscono la forza su una superficie maggiore. Lo svantaggio è che possono capitare fessure non sufficientemente larghe per poterlo piazzare.

La Wild Country produce sia friend con il manico rigido che con il manico flessibile. In generale quelli con il manico rigido sono più duraturi di quelli con il manico flessibile, ma hanno il problema che il manico non deve fare leva in caso di caduta, questo potrebbe rompersi sotto una forte sollecitazione

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Ogni misura viene prodotta con colori diversi nella fettuccia e nel colore della camma in modo da identificarli rapidamente. Purtroppo, nel caso ne abbiate già di altre marche, sappiate che ogni produttore usa una sua codifica per le stesse misure.

Possiamo aggiungere a questa recensione qualche dettaglio tecnico e qualche consiglio su come utilizzarli al meglio.

Tanto è più facile sistemare il friend, tanto può risultare difficile recuperarlo. Soprattutto se è stato incastrato a causa di un volo. Nel caso si incastrasse è possibile utilizzare un semplice trucco , si può passare un cavetto tra le due camme tirando verso l’esterno , mentre si spinge la parte centrale del friend verso l’interno  Ci va molta pazienza, ma è possibile recuperare qualsiasi friend.

Se con il tempo l’apertura delle camme diventa meno morbida è sufficiente mettere una goccia di  olio tra gli snodi.

Per concludere i friend della WildCountry sono ottimi e ad un ottimo prezzo.Si possono acquistare sia singolarmente sia in set da 3 friend, le misure per ciascuno dei set sono primo set : 0,5 / 1,5 / 2,5 secondo set :  1 / 2 / 3 primo set : 2 / 3 / 4.

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Un altro enorme vantaggio è che l’azienda non vi abbandona nel caso abbiate bisogno di qualche pezzo di ricambio.

Per qualsiasi informazione potete contattare il personale della Wild Country che oltre ad essere professionale, è molto simpatico e disponibile.

Telefono: 00 44 (0) 1298 871010
Fax 00 44 (0) 1298 872077
E-mail sales@wildcountry.co.uk
Sito : www.wildcountry.co.uk

Moschettone Camp Base

gennaio10

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Moschettone multiuso compatto e leggero con ottimo rapporto peso/resistenza. Ghiera a vite con diametro differenziato per aumentare lo spazio interno. Grazie alla ghiera ed alle ridotte dimensioni è l’ideale per collegare attrezzature di sicurezza mantenendo la possibilità di apertura veloce: ottima alternativa ai Maillon Rapide.
Prodotto progettato e realizzato in Italia.

Produttore: Camp
Modello: Base con ghiera
Categoria: Moschettoni
Materiale: Lega di alluminio stampato a caldo
Peso: 47 gr.
Tenuta: 22 kn

Kit da ferrata Camp Rewind

gennaio1

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Caratteristiche tecniche:

Peso dell’ imbraco 515 grammi
Estensione del kit max 1,20mt
Max 6Kn
Marchi e certificazioni CE /UIAA

moschettoni :
apertura di  25 mm
Peso 125 g.
resistenza :30kN / 15kN.

L’aspetto del kit rewind della Camp è la classica forma a Y con i due bracci elastici e i 2 moschettoni a ogni capo. I due Bracci sono poi collegati attraverso un’ asola alla corda di frenaggio, su di essa è applicato il dissipatore metallico e l’anello per l’ancoraggio all’ imbraco. All’ altro capo della corda è posto un comodo velcro per la raccolta e la sistemazione agevole.

La forma a Y permette di superare gli ostacoli agganciando e sganciando un moschettone alla volta senza mai interrompere la catena di sicurezza tra noi e la ferrata. Se cadessimo durante lo spostamento del moschettone, sarebbe sufficiente l’altro ad assicurarci.

Il Rewind assorbe la caduta tramite il passaggio della corda nel suo dissipatore. La caduta libera non deve superare i 5 mt al fine di mantenere lo shock al di sotto dei 600daN (600kg) per un peso di 80 kg. Con pesi inferiori  a 40 kg e superiori ai 100 si consiglia la progressione in cordata.

Tra le caratteristiche che mi hanno favorevolmente colpito, troviamo l’esclusivo sitema rewind da cui prende il nome questo kit. Il “Rewind System” accorcia la longe quando non è in tensione tramite una guaina elasticizzata.  Questo accorgimento permette di avere i moschettoni  più vicini e comodi facilitandone il passaggio degli ancoraggi .

Ottimi anche i nuovi moschettoni Hercules di cui il kit è dotato, pratici e estremamente sicuri. Il moschettone si avvale di un sistema di bloccaggio a doppia leva che ne impedisce l’apertura accidentale, le operazioni di aggancio e sgancio sono possibili solo con la pressione diretta del palmo della mano. Il risultato è un moschettone che oltre ad essere molto sicuro, è anche estremamente rapido. Caratteristiche che vengono maggiormente apprezzate nelle difficoltà.  L’ Hercules  ha una linea ergonomica che impedisce di pizzicarsi accidentalmente.

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Figura n°2 Schema del Kit

CC4U è l’acronimo di Carers For You un indicatore che permette di evidenziare se il prodotto ha subito uno shock. Il suo funzionamento è tanto semplice quanto efficace, nello snodo con i 2 bracci figura 8 sono state inserirte delle cuciture in grado di resistere ai 550 daN (550 Kg). Inutile dire che in caso di rottura la sostituzione è necessaria !

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Sempre nello stesso snodo è possibile inserire un moschettone (non in dotazione) come si puo vedere nella figura sotto. Questa funzione è utile in una sosta riducendo la distanza tra noi e la ferrata

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Figura n°2 Ancoraggi alternativi

Il kit è venduto in una comoda borsa. Sul Manuale c’è una scheda molto utile per ricostruire la storia del materiale .Deve riportare il

  • Modello
  • Numero di serie
  • L’anno di fabbricazione
  • Data di acquisto
  • Data del primo utilizzo
  • Utilizzatore.

Un campo serve per le annotazioni. La durata di vita del prodotto è di 10 anni, in assenza di cause che lo mettano fuori uso e a condizione di effettuare i controlli periodici almeno una volta ogni 12 mesi. A questo scopo troviamo sulla scheda una tabella di ispezione dove vanno riportate la data di controllo, il controllore e una spunta se il kit è a posto.

La prova
Ho avuto il piacere di provare questo kit sulla ferrata di Caprie, su un percorso di media difficoltà molto panoramico e con un ponte tibetano a 3 corde proprio sulla cima. Anche se la difficoltà della ferrata non è estrema, le differenze con gli altri kit si sono evidenziate subito. Sinceramente non lo ho testato con una caduta, cosa che anche con un ottimo imbrago come questo non è mai piacevole. Qui trovate il reportage fotografico

Conclusioni
Per concludere sia il “Rewind System” che i moschettoni Hercules hanno reso questo kit da ferrata decisamente superiore ai classici in commercio ed è il migliore che abbia provato. Senza considerare poi che il livello di prezzo è nella media !  La Camp ha fatto un ottimo prodotto e in linea con le aspettative per una azienda che vanta una lunga esperienza.

Galleria Fotografica

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Fusion GTX della Lowe

dicembre15

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Fusion GTX della Lowe

La sostenibile leggerezza del PACLITE!

Giacca protettiva in GORE-TEX® XCR® + PACLITE® alte performance estremamente leggera funzionale e resistente.
Non ha fronzoli e i colori sono vivaci ma semplici, già dal primo sguardo si comprende che è una giacca ideata per le attività sportive più impegnative. La Fusion GTX  adotta i tessuti più leggeri e compatti in assoluto : il GORE-TEX® Paclite® Shell .Questo innovativo tessuto non necessita di alcun tipo di imbottitura, caratteristica che consente alla giacca della Lowe di pesare solo 494 grammi e quando viene riposta occupa uno spazio minimo.

Una leggerezza incredibile senza intaccare la protezione termica, estremamente traspirante, a lungo impermeabile ed antivento. Ideale per trekking, alpinismo, ed altri sport nei quali spazio e leggerezza sono caratteristiche molto apprezzate. La Fusion GTX soddisfa le esigenze sia dei professionisti che degli appassionati.

Apprendo dal sito della Gore-Tex che il tessuto esterno del Paclite è realizzato in poliestere ad alte prestazioni. La membrana è rivestita con uno strato protettivo costituito da una sostanza oleofoba e carbonio. La speciale tecnologia di termosaldatura GORE-SEAM® assicura la totale impermeabilità delle cuciture.

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Le caratteristiche tecniche in breve

  • Compatibile con i caschi standard Swivel Sight™ tre sistemi di regolazione, protezione morbida del mento
  • 2 tasche laterali 1 tasca porta accessori
  • Doppia Zip frontale
  • Polsini regolabili in velcro
  • Single drawcord at the hem
  • Sistema Watershed™  per il controllo dello scorrimento caduta dell’ acqua sulle spalle
  • Cuciture Micro-taped per aumentare la traspirabilità e ridurre il peso
  • Design Helix™ per dare la massima mobilità alle braccia
  • GORE-TEX® XCR® Sulle spalle e sui gomiti per aumentare la durata
  • Peso: 494g

Le impressioni

Ho provato questa giacca alla ferrata di Camogliers in Val Maira nei pressi di Cuneo. Questa via non è proprio delle più tranquille. Non è lunga, sono solo 3 ore di percorso ma per la maggior parte è sostenuta ed esposta, dà poche tregue, divisa in tre tratti su pareti verticali a volte strapiombanti. Il cielo era chiuso, umido ed una temperatura a – 6. Insomma condizioni non estreme, ma neppure un salotto. Nell’ area Reportage trovate le foto e il diario della giornata.

Sotto il guscio della Fusion GTX avevo  un semplicissimo micropile della Quechua e una maglietta in poliestere, leggerissima e non così performante. Ideale infatti sarebbe stata la Dryzone prodotta sempre dalla Lowe Alpine. La sensazione generale che ho provato la definirei  di fresco tepore, segno che l’umidità usciva dal pelle senza fare cappa, mentre il calore del corpo era trattenuto dalla giacca.

A volte soffiavano correnti d’aria fastidiose e mi proteggevo il capo alzando il cappuccio sopra il caschetto. Ma questo mi isolava un po’ troppo, i rumori li sentivo ovattati e non mi piaceva . Ho provato ad armeggiare con le regolazioni del cappuccio e con poco sforzo sono riuscito a distribuirlo a mo’ di fascia, come una sciarpa, trovando il giusto compromesso. La parte della giacca a contatto con il collo e il mento è rivestita di un materiale morbido e soffice che dà una piacevole sensazione sulla pelle.

Provando la giacca a casa avevo dei dubbi sulla taglia. Sono alto 1.81 per 76kg. La Fusion è una M e mi sta aderente, sotto non riuscirei a mettere molti indumenti sovrapposti come nel classico metodo a cipolla. Provandola mi sono reso conto che la vera meraviglia è proprio questa : stare bene senza chili di maglioni, anzi meglio.

 

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Un sacchetto di plastica è sicuramente impermeabile, impedisce alla pioggia di entrare ma muovendovi il sudore condensa sulla superficie interna e in breve tempo avrete gli indumenti bagnati. Se in questo stato ci troviamo anche alle basse temperature, non è difficile immaginare una situazione a dir poco sgradevole.

Il tessuto della Fusion invece è impermeabile ma allo stesso tempo traspirante. Però perché funzioni è necessario che tra il corpo e la giacca non ci siano barriere che trattengano l’umidità come tessuti di cotone, ma neanche troppi indumenti. Il vostro sudore e/o condensa deve attraversare tutti gli indumenti per fuoriuscire dalla giacca, per non fermarsi prima e bagnarvi qualche strato. Il cotone invece assorbe il sudore e impedendo al vapore di uscire danneggia la qualità traspirante della giacca.

L’umido resta impregnato negli indumenti dando una sgradevole sensazione. Stare con gli indumenti bagnati, soprattutto in montagna dove la temperatura esterna non è delle più gradevoli, è veramente scomodo e fastidioso. La pelle deve rimanere fresca e asciutta se volete restare in salute.

 

 

Fonte: Gore-Tex

Considerate comunque che l’attività aerobica produce scambio termico dalla pelle, qualunque sia la temperatura esterna. In pratica la nostra pelle respira, ed è necessario ed indispensabile avere indumenti in cui la traspirazione è garantita.

Oltre che trattenere l’umidità, più sono gli strati che indossate,e maggiori sono le possibili limitazioni nei movimenti. La Fusion aderisce bene al corpo, e consente ogni tipo di movimento e ti senti libero come se non avessi quasi nulla addosso. In parete ho potuto concentrarmi solo su quello che stavo facendo, non mi sono minimamente sentito goffo o impedito nei movimenti. In caso di maggior freddo potete aumentare lo spessore del pile interno, oppure aumentare lo strato di indumenti aggiungendone uno, per esempio un pile senza maniche sopra quello che già avete.

L’imbraco l’ ho messo sopra la giacca in modo da poter controllare ed accedere meglio al nodo di sicurezza e ai vari moschettoni agganciati al portamateriale. Le tasche sono 3, due laterali e una sul petto. Tutte comodamente accessibili sia con l’imbraco sia anche con i guanti. La tasca frontale è termosaldata per proteggere gli oggetti più delicati. Lì ho messo la macchina fotografica compatta: senza sforzo riuscivo ad estrarla e a riporla con una sola mano. Completano le aperture le due poste sotto le ascelle. Nel caso si abbia troppo caldo, piuttosto che aprire la zip frontale prendendo freddo allo stomaco, si può areare da qui riducendo il calore.

La GTX Fusion è resistente agli strappi e al logorio con ottimi rinforzi sia sulle spalle che sui gomiti. Infatti dopo l’uso normale in parete, dove colpi e strisciate non sono mancati, la giacca è tuttora perfetta.

Conclusione
Si tratta di una giacca estremamente tecnica, con un prezzo adeguato alla qualità del prodotto. Offre un alto comfort sia per quanto riguarda il lato termico, sia per l’impermeabilità del capo.

Il tessuto, il GORETEX, appare leggero, quasi impalpabile, eppure l’effetto è sorprendente, sia dal punto di vista termico che da quello impermeabile. Il corpo rimane infatti in un tiepido calore, anche con un semplice pile sotto e nel freddo invernale.

Dosando lo strato termico si adatta perfettamente a tutte le situazioni diventando la vostra fedele compagna di viaggio in tutte le stagioni. Il GTX è in linea con tutti i prodotti Lowe Alpine. Non considero la Lowe come una azienda che produce solo attrezzatura di qualità. La Lowe è un gruppo di appassionati e professionisti della montagna che da anni contribuiscono a fare storia dell’alpinismo. Come dicono loro: One step further!

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