Confessioni di un serial Climber
Titolo: Confessioni di un Serial Climber
Autori: di Mark Twight
Editore: Versante Sud
Data di Pubblicazione:
1° edizione Aprile 2004
ristampa Settembre 2005
ISBN: 88-87890-13-7
Pagine: 327
Confessioni di un serial climber è un titolo davvero accattivante e ancora di più lo è il retro di copertina con Twight in posa a dir poco provocatoria.
Il libro narra di una serie di esperienze vissute dall’ autore in 15 anni, tra il 1984 e il 2000. Non troverete un filo conduttore tra le storie, nè verrete rapiti come in chissà che libro di avventura, ma lo stile crudo, dal sapore aspro, in piena sintonia con il personaggio Punk, sicuramente vi catturerà.
Ho riflettuto molto su questo testo. Per prima cosa mi sono chiesto cosa avrei preferito, se un libro di piacevole lettura, affascinante e coinvolgente, ma di assoluta fantasia dell’autore, oppure un racconto vero, fatto da un uomo vero, anzi, da un “alpinista” vero. La risposta è stata ovviamente la seconda: Twight non è bravo a scrivere ma d’altronde non è uno scrittore, è un amante della montagna, un uomo rude che fa i conti con una natura ostile.
Ci sarebbe materiale per scrivere 10 libri, Twight invece riassume e condensa queste esperienze, con rabbia e ribellione che lo spingono all’estremo, nel linguaggio e nelle azioni.
Definirei Twight un disadattato, un ribelle che trova nella montagna la possibilità di confrontarsi con se stesso e forse anche di riscattarsi in questo mondo.
Un libro vero, che mi ha fatto capire cosa può passare nella testa di questi pazzi che sfidano la vita, eroi a modo loro. Per chi sa leggere tra le righe, il libro darà molta soddisfazione.
In scioltezza, agghindato all’ultima moda dei climer francesiattorno al 1986 sui seracchi del Mount Rainnier
Io sto scalando, mentre MarkWilford tiene fermo il regista Paul Giraud
Steve House arriva in cima al 15°tiro,su The Gift That Keeps on Giving; Mount Bradley, Alasca
* Alcune stupende foto tratte dal libro